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 lunedì 6 febbraio 2012 Milleproroghe ultime modifiche alle pensioni (vedi FAQ)  

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FAQ - Domande frequenti

 

Modifiche al Decreto sulle pensioni in fase di approvazione della legge di conversione del decreto milleproroghe

 

Tra i lavoratori che conservano che le vecchie norme, nei limiti delle disponibilità, vengono inseriti anche coloro che sono stati incentivati all'esodo, purchè siano cessati entro il 2011 ed il pensionamento con le vecchie norme sia previsto entro il primo dicembre 2013.

 

Le penalizzazioni previste per chi va in pensione prima dei 62 anni, non si applicano a chi va in pensione entro il 2017 con contribuzione che derivi solo da lavoro, maternità obbligatoria, militare, infortunio, malattia e cassa integrazione ordinaria.

 

 

 

Emendamenti al Decreto sulle pensioni approvati definitivamente il 22/12/2011

 

I lavoratori del settore privato che maturano quota 96 entro il 31 dicembre 2012, possono andare in pensione a 64 anni.

 

Le lavoratrici del settore privato che entro il 31 dicembre 2012 compiranno 60 anni e avranno almeno 20 anni di contribuzione, potranno andare in pensione a 64 anni.

 

La penalizzazione per chi va in pensione prima dei 62 anni sarà pari a 1% per i primi due anni mancanti e al 2% per gli eventuali ulteriori anni.

 

L'adeguamento delle pensioni per gli anni 2012 e 2013 viene effettuato al 100% per le pensioni fino a 1.400 euro; non viene effettuato per le pensioni di importo maggiore.

 

 

 

Decreto sulle pensioni n. 201 del 6/12/2011

 

Chi matura il diritto alla pensione entro il 31/12/2011 potrà andare in pensione dopo la prevista finestra .

 

Il pensionamento anticipato per le donne (57 anni e 35 di anzianità) è stato confermato anche per i prossimi anni.

 

 

1) Passaggio al sistema contributivo per tutti.

 

Dal 1 gennaio 2012 passeranno al sistema contributivo anche coloro che rientrano in quello retributivo (che hanno almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995).

Il passaggio sarà pro-quota, cioè manterranno il sistema retributivo fino al 31 dicembre 2011, mentre dal primo gennaio 2012 matureranno una quota di pensione col sistema contributivo.

In pratica la pensione sarà formata da tre quote, una quota retributiva per il periodo fino al 1992, una quota retributiva per il periodo dal 1993 al 2011 ed una quota contributiva per il periodo dal 2012 alla pensione.

L'impatto sul valore della pensione sarà abbastanza piccolo perchè il sistema contributivo sarà applicato solo ai pochi anni che mancano al pensionamento.

 

 

2) Cancellazione delle finestre pensionistiche.

 

Dal 2012 saranno abolite le finestre di uscita, attualmente pari a 12 mesi per i dipendenti e 18 mesi per gli autonomi. Quindi, una volta maturato il diritto al pensionamento, si potrà andare in pensione dal primo giorno del mese successivo.

 

3) Accelerazione dell'innalzamento dell'età di vecchiaia per le lavoratrici del settore privato.

 

L'innalzamento dell'età da 60 a 65 anni previsto dalle precedenti manovre inizia nel 2012 e termina nel 2018 :

 

lavoratrici dipendenti

2012 - 62 anni

2014 - 63 anni e 6 mesi

2016 - 65 anni

2018 - 66 anni

 

lavoratrici autonome

2012 - 63 anni e 6 mesi

2014 - 64 anni e 6 mesi

2016 - 65 anni e 6 mesi

2018 - 66 anni

 

 

4) Aumento dell'anzianità per le pensioni di anzianità massima.

 

Fino al 31 dicembre 2011 chi raggiunge i 40 anni di anzianità contributiva può andare in pensione (dopo 12 o 18 mesi di finestra) a prescindere dall'età.

Dal 2012 questo limite da 41 anni viene portato a 41 anni ed un mese per le donne e a 42 anni ed un mese per gli uomini. Nel 2013 aumenterà di un altro mese e nel 2014 aumenterà ancora di un altro mese.

Tale limite aumenterà anche in base all'aumento dell'aspettativa di vita.

Inoltre se l'età al momento del pensionamento sarà minore di 62 anni, sarà applicata una penalizzazione sulla pensione pari al 2% per ogni anno mancante ai 62.

 

5) Cancellazione delle pensioni di anzianità.

 

E' la parte più dura dei provvedimenti. Le pensioni di anzianità vengono eliminate.

Dal 2012 si potrà andare in pensione solo per vecchiaia o per massima anzianità (41 o 42 anni).

 

6) Blocco dell'adeguamento delle pensioni al costo della vita.

 

Ogni anno le pensioni vengono adeguate all'aumento del costo della vita in base alle variazioni dell'indice Istat (perequazione).

Questo adeguamento è completo per le pensioni più basse, mentre per quelle più alte è parziale fino ad annullarsi per quelle che superano un dato valore.

Nel 2012 e 2013 saranno adeguate completamente al costo della vita le pensioni fino a 934 euro, mentre quelle di importo superiore non avranno nessun incremento.

 

7) Incremento dei contributi per i lavoratori autonomi.

 

E' previsto un aumento dei contributi dello 0,3% all'anno fino a raggiungere un aumento complessivo di 2 punti percentuali.

 

 

8) Penalizzazioni delle pensioni per alcuni fondi speciali.

 

Le pensioni degli iscritti ad alcuni fondi, tra cui elettrici, telefonici, volo, saranno un po' più basse per rapportarle ai contributi versati.

 

 

Maxi-emendamento del 12 novembre 2011

 

Il maxi-emendamento alla legge di stabilità, approvato il 12 novembre 2011, non prevede alcuna modifica effettiva alle pensioni, in quanto impone che nel 2026 l'età del pensionamento di vecchiaia sia almeno di 67 anni, ma questo è già previsto per effetto dell'aumento dell'aspettativa di vita.

Però nella recente lettera del commissario europeo Olli Rhen, al punto 5 si chiede un intervento sulle pensioni si anzianità:

 

5 - Nella lettera (ndr quella inviata da Berlusconi alla commissione europea), il governo descrive l’impatto dell’attuale legge pensionistica, inclusa l’applicazione, anticipata e decisa di recente, di un collegamento automatico all’aspettativa di vita e di un livellamento graduale dell’età pensionistica per le donne nel settore privato che, in base alle proiezioni disponibili per l’aspettativa di vita, dovrebbe portare a 67 anni entro il 2026 l’età obbligatoria per le pensioni di vecchiaia. Tuttavia, l’età della pensione per le donne nel settore privato resterà inferiore a quella degli uomini per molti anni a venire (contrariamente a quanto accadrà nel settore pubblico). Oltre a ciò, nei prossimi anni le norme che regolano l’andata in pensione consentiranno di fatto di farlo in età ancora relativamente giovane. Il governo sta studiando – per poter affrontare e risolvere queste lacune della recente riforma – dei provvedimenti adeguati, per esempio una restrizione ulteriore dei criteri di esigibilità della pensione di anzianità, o addirittura una loro abrogazione totale, e una più rapida transizione verso il livellamento tra i generi dell’età pensionistica standard?

 

 

Conversione in legge della Manovra aggiuntiva approvata dal senato

 il 7 settembre 2011

 

 

La versione definitiva della manovra aggiuntiva, approvata dal senato in data 7 settembre 2011, oltre alle norme sulle pensioni approvate nei mesi scorsi, anticipa al 2014 l'inizio dell'aumento dell'età pensionabile di vecchiaia delle lavoratrici del settore privato.

 

Ovviamente le lavoratrici potranno continuare ad andare in pensione di anzianità con le quote o con il raggiungimento dei 40 anni di contributi.

 

In pratica, per il pensionamento di vecchiaia, le lavoratrici dovranno avere :

 

dal gennaio 2014 - 60 anni ed un mese

dal gennaio 2015 - 60 anni e tre mesi

dal gennaio 2016 - 60 anni e sei mesi

dal gennaio 2017 - 60 anni e dieci mesi

dal gennaio 2018 - 61 anni e tre mesi

dal gennaio 2019 - 61 anni e nove mesi

dal gennaio 2020 - 62 anni e tre mesi

dal gennaio 2021 - 62 anni e nove mesi

dal gennaio 2022 - 63 anni e tre mesi

dal gennaio 2023 - 63 anni e nove mesi

dal gennaio 2024 - 64 anni e tre mesi

dal gennaio 2025 - 64 anni e nove mesi

dal gennaio 2026 - 65 anni

 

Siccome dal 2013 l'età per il pensionamento aumenterà anche per l'aumento della speranza di vita, i valori effettivi saranno un poco maggiori di quelli indicati in tabella.

 

 

Sintesi sulla Manovra aggiuntiva di agosto 2011 e pensioni

 

 

La manovra aggiuntiva, attuata al momento con decreto legge che dovrà essere a breve convertito in legge, contiene alcune misure di contenimento della spesa che riguardano le pensioni.

Di seguito i provvedimenti più importanti:

 

- aumento di un anno della durata della finestra per i lavoratori pubblici della scuola e Università

A partire dal primo gennaio 2012, i lavoratori in oggetto che maturano il requisito per andare in pensione dovranno aspettare il primo settembre o novembre ma non dell'anno in corso, bensì dell'anno successivo.

 

- aumento del tempo di conferimento della liquidazione per i lavoratori statali.

I lavoratori in oggetto che maturano i requisiti per il pensionamento dal 1 gennaio 2012 riceveranno la liquidazione non più entro sei mesi dal pensionamento ma entro (dopo) due anni dalla data di pensionamento. Sono esclusi da tale provvedimento quelli che cessano dal servizio per raggiunti limiti di età o di servizio.

 

- penalizzazione di pensione e liquidazione per i dirigenti statali con incarico inferiore ai tre anni.

Ai dirigenti statali che ricevono (in data successiva al decreto oppure con decorrenza successiva al 1 ottobre 2011) un incarico della durata inferiore a tre anni, la pensione e la liquidazione non saranno calcolate sull'ultimo stipendio prima del pensionamento, ma sulla stipendio prima dell'incarico.

 

- anticipo di quattro anni dell' innalzamento dell'età pensionabile per le lavoratrici autonome e del settore privato fino ad arrivare a 65 anni.

 In pratica, a partire dal primo gennaio 2016, ogni anno si aumenta l'età pensionabile di alcuni mesi.

Bisogna inoltre tener conto che a partire dal 2013 l'età pensionabile aumenterà già per l'aumento dell'aspettativa di vita, per cui dal 2013 l'età pensionabile aumenterà sia per l'uno che per l'altro motivo.

 

 

 

 

Sintesi sulla Manovra approvata il 15 luglio 2011 e pensioni

 

 

La legge n. 111 del 15 luglio 2011, contiene alcune misure di contenimento della spesa che riguardano le pensioni.

Di seguito alcuni provvedimenti più importanti:

 

- dal 2020 graduale innalzamento dell'età pensionabile per le lavoratrici autonome e del settore privato, fino ad arrivare nel 2032 a 65 anni.

 In pratica, a partire dal primo gennaio 2020, ogni anno si aumenta l'età pensionabile di alcuni mesi.

Bisogna inoltre tener conto che a partire dal 2013 l'età pensionabile aumenterà già per l'aumento dell'aspettativa di vita, per cui dal 2020 l'età pensionabile aumenterà sia per l'uno che per l'altro motivo.

 

- anticipo al 2013 dell'aumento dei requisiti di età in base all'aumento dell'aspettativa di vita.

si anticipa di due anni l'incremento dei requisiti per andare in pensione.

Nel 2013 l'aumento è limitato a 3 mesi, negli anni seguenti potrebbe essere maggiore.

 

- dal 2012 la finestra per chi compie 40 anni di anzianità aumenta a 13 mesi; dal 2013 a 14 mesi e dal 2014 a 15 mesi.

chi compie 40 anni di contributi nel 2012 dovrà aspettare 13 mesi prima di poter andare in pensione. Se i 40 anni vengono completati nel 2013 la finestra sarà di 14 mesi, e dal 2014 in poi sarà di 15 mesi.

 

- nel 2012 e 2013 le pensioni superiori a cinque volte la pensione minima non verranno adeguate all'aumento dell'Istat, quelle superiori a tre volte la pensione minima verranno adeguate parzialmente.

 - nel 2012 e 2013 le pensioni superiori a 2337 euro lordi (pari a circa 1760 euro netti) non verranno adeguate all'aumento dell'Istat, quelle superiori a 1402 euro lordi (pari a circa 1.140 euro netti) verranno adeguate del 75% rispetto l'inflazione.

 

- contributo di solidarietà : le pensioni superiori a 90.000 euro sono ridotte del 5%, superiori a 150.000 vengono ridotte del 10%.

 - da agosto 2011 fino a dicembre 2014, le pensioni superiori a 90.000 euro saranno tagliate del 5% della parte che eccede i 90.000 euro fino a 150.000. La parte eccedente i 150.000 euro sarà decurtata del 10%.

 

 

 

Sintesi su Manovra del 2010 e pensioni

 

 

La manovra economica, approvata definitivamente il 29 luglio 2010, riserva cattive notizie a chi deve andare in pensione. Riportiamo una sintesi delle novità:

 

- finestra pari ad un anno per i lavoratori dipendenti, e un anno e mezzo per gli autonomi, che maturano il diritto al pensionamento dal primo gennaio 2011.

 In pratica, a partire dal primo gennaio 20011, dal momento che si matura il diritto al pensionamento bisogna aspettare tale periodo prima di poter andare effettivamente in pensione. Ad esempio se un lavoratore dipendente compie i 65 anni il 3 maggio 2011, il pensionamento inizia il primo giugno 2012.

 

-dal 2015, ogni tre anni, aumento dei requisiti di età in base all'aumento dell'aspettativa di vita.

Dal primo gennaio 2015 l'età per il pensionamento di vecchiaia e di anzianità aumenterà in base all'aumento della vita media che si è verificato nei tre anni precedenti. Ma di quanto aumenterà ?

Nel 2015 l'aumento è limitato a 3 mesi, negli anni seguenti potrebbe essere maggiore. In pratica un lavoratore dipendente che compie 65 anni nel 2015 potrà andare in pensione di vecchiaia a 66 anni e tre mesi. Se vuole andare in pensione di anzianità dovrà compiere 61 anni e tre mesi, avere almeno 35 anni di contributi e la somma di età e anzianità dovrà superare quota 97,3.

 

- dal primo luglio 2010 viene cancellata la legge 322/58 e altre analoghe

 I lavoratori pubblici che cessano dal servizio senza maturare il diritto alla pensione presso l'inpdap, non potranno più trasferire i contributi all'inps.

 

- dal primo luglio 2010 viene modificato l'articolo 1 della legge 29/79

 La ricongiunzione dei contributi da un Fondo sostitutivo (ad esempio Inpdap) al Fondo Generale dell''inps non sarà più gratis ma a titolo oneroso.

 

- dal 31 luglio 2010 viene modificato l'articolo 2 della legge 29/79

 La ricongiunzione dei contributi verso un Fondo sostitutivo (ad esempio Inpdap) viene calcolata in base ai ai coefficienti contenuti nelle tabelle vigenti alla data di presentazione dell’istanza di ricongiunzione (attualmente le tabelle sono state aggiornate dal DM 31 agosto 2007). In pratica aumenta il costo della ricongiunzione.

 

 

- dal primo luglio 2010 gli iscritti ai Fondi Elettrici e Telefonici possono trasferire i contributi nell'AGO solo a titolo oneroso

 In pratica la pensione non sarà, come avveniva prima, la maggiore tra quella calcolata nel Fondo speciale e quella nel Fondo generale. Per avere la pensione calcolata con le regole del Fondo generale dovranno fare domanda e pagare l'onere della ricongiunzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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