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| mercoledì 22 aprile 2026 | ||
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Neutralizzazione contributi dannosi
E' possibile escludere dal calcolo della pensione alcuni contributi che ne abbassano il valore. Questa possibilità deriva da una sentenza della Corte Costituzionale, la n. 264/94, che si basa sul principio che è illogico e ingiusto che un lavoratore che versa ulteriori contributi abbia una pensione minore di quella che avrebbe avuto senza questi ulteriori contributi. In pratica si vuole evitare che continuando a versare contributi si ottiene un risultato irragionevole per cui la pensione invece di aumentare diminuisce. La neutralizzazione dei contributi è soggetta ad alcune regole e limiti :. 1) Si applica ad un massimo di 260 settimane di contributi. 2) Si applica ai pensionati da lavoro dipendente privato. 3) I contributi da escludere devono essere compresi in un periodo continuativo che comprende gli ultimi contributi prima del pensionamento. cioè non possono essere scelti a piacere tra le ultime 260 settimane di contributi. 4) I contributi da escludere non devono essere necessari ad acquisire il diritto al pensionamento. Cioè se la pensione è di vecchiaia, i contributi residui (totali meno quelli neutralizzati) devono essere almeno 20 anni; se invece la pensione è anticipata i contributi residui devono far mantenere il diritto alla pensione anticipata oppure bisogna aspettare a compiere l'età per la pensione di vecchiaia. 5) La neutralizzazione si applica alle pensioni calcolate con il metodo retributivo o misto, non si applica alle pensioni calcolate con il metodo completamente contributivo (es. opzione donna). Quando effettuiamo il controllo di una pensione verifichiamo sia se ci sono errori sia se si può avere un aumento chiedendo la neutralizzazione dei contributi ed in tal caso facciamo una richiesta di ricalcolo all'inps.
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